Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

BEVAGNA E SPELLO
Bevagna
La chiesa di San Francesco
Convento dell’Annunziata di Bevagna
Spello
Sant’Andrea Càccioli da Spello
Chiesa francescana di Sant’Andrea
Chiesa e convento di San Girolamo
CHIESA E CONVENTO DI SAN GIROLAMO
Spello: convento di San Girolamo

CHIESA E CONVENTO DI SAN GIROLAMO

F a chiesa, con annesso convento, fu edificata nel 1472 con l’interessamento ed il contributo finanziario di Braccio II Baglioni, signore di Spello, per divenire la sede dei frati Minori Osservanti; i lavori relativi alla fabbrica del convento e della piazza antistante si protrassero ancora fino alla metà del decennio successivo.

Il convento subì una prima soppressione in età napoleonica, ma venne riaperto dagli stessi Osservanti dopo il 1815; in seguito, nel 1826, vi si concentrarono anche i frati Minori del soppresso convento di Santa Caterina di Rapecchiano. Una seconda soppressione avvenne con l’applicazione delle leggi eversive del nuovo Stato Italiano nel 1866: in questa occasione gli stabili del convento, pur continuando ad essere abitato da una ridotta comunità di frati, vennero incamerati dal Comune di Spello e l’orto, intorno al 1885, divenne Cimitero comunale. La definitiva partenza dei frati Minori risale agli inizi del ‘900.

Nel 1965, il Comune ha affidato una gran parte dell’ex convento alla comunità dei “Piccoli Fratelli” di padre Charles de Foucault, che vi risiede ancora.

Situato in località “Banche”, il complesso di San Girolamo si colloca nella parte più suggestiva del comune di Spello, a ridosso del monte Subasio.

Detto complesso, immerso completamente in un incantevole bosco, si articola oggi in due parti: il convento con la chiesa ed alcune cappelle - che costituiscono l’originario complesso edificato nel 1472 con il finanziamento di Braccio II Baglioni -, e il cimitero comunale, realizzato in tempi recenti.

 

La chiesa ha due ingressi: il principale posto nella parete del portico, il secondario internamente al chiostro. Essa è costituita da quattro vani: un’unica aula, dove si celebra la messa, l’abside, attualmente vano del coro posto dietro al presbiterio, e di lato a questo si apre una piccola stanza da cui si accede ad una più grande, cioè l’ex sagrestia.

L’interno, a pianta rettangolare, è variamente decorato da stucchi (sec. XVIII) e da tele poste sui quattro altari laterali e numerosi sono gli ornamenti: in particolare si segnalano quelli dei tabernacoli e del grande soffitto, costituito da una volta a botte colma di architetture dipinte, convergenti verso il centro dove campeggia in un medaglione una “Gloria francescana”.

Schematizzando, si procede con le opere d’arte.

 

Parete d’ingresso (destra):

Tela ad olio: “ San Felice ed un Angelo” (sec. XVIII).

 

Parete destra :

Tela ad olio: “ San Carlo Borromeo e San Diego” (1765).

Olio su tela: “ San Pasquale Baylon” (sec. XVIII).

Tela: “ San Pietra d’Alcantara” (sec. XVIII).

Tela ad olio: “ Duns Scoto” (sec. XVIII).

Reliquiario in legno dorato (sec. XVI).

 

Abside :

Coro ligneo intarsiato (1537).

 

Parete di contraltare : affresco di pittore peruginesco identificato con Rocco Zoppo: “ Sposalizio della Vergine” fine sec. XV). Olio su tela: “ Ecce homo” (sec. XVIII).

 

Vano laterale alla chiesa : affresco: “ Cristo risorto” (sec. Fine sec. XVIII). Olio su muro (?): “ San Girolamo nel deserto” (sec. XVII).

 

Ex sagrestia : mobile legno intagliato (sec. XVIII). Affresco della maniera di Giacomo Giorgetti: “ Sacrificio di Isacco” (sec. XVII).

 

Altare maggiore della chiesa : sculture in stucco di un seguace di Agostino Silva: “ San Giovanni, San Matteo, San Marco, San Luca, Speranza e Mortificazione” (inizi del sec. XVIII). Al centro: “ Crocifisso in legno scolpito e dipinto” (sec. XV).

 

Parete sinistra :

Reliquiario in legno dorato (sec. XVI). Affresco: “ Santa Margherita da Cortona” (sec. XVII). Tela di Domenico Valeri: “ Immacolata, Sant’Antonio da Padova, Margherita da Cortona, Bonaventura” (datata e firmata 1761). Olio su tela: “ San Giovanni da Capestrano” (sec. XVIII). Tela attribuita a Carlo Lamparelli: “ Trinità, Ordine francescano, Educazione della Vergine, San Liborio, Santa Rosa” (datato 1677).

 

Parete d’ingresso (sinistra):

Olio su tela: “ San Trofimo” (sec. XVIII).

 

Controfacciata :

Cantoria (sec. XVIII).

Spello: convento di San Girolamo, portico

Il portico , scandito da cinque colonne con basamento e ricchi capitelli tardoquattrocenteschi, è probabile opera di maestranze lombarde, già operanti a Spello in quegli anni e forse chiamate dai Baglioni, vicari pontifici della città. Si segnala il diverso disegno dei capitelli (tutti comunque di tipo ionico) posti in modo alternato l’uno rispetto all’altro. Le pareti esterne del portico sono affrescate nelle lunette; da sinistra: affresco della cerchia del Mezzastris: “ San Giobbe” (datato 1502); affresco attribuito Pierantonio Mezzastris: “ Beato Giacomo della Marca” (datato 1497); affresco attribuito a Lorenzo Doni: “ Santa Chiara” (fine sec. XVI); affresco attribuito a Lorenzo Doni: “San Francesco rinuncia ai beni paterni” (sec. XVI); affresco attribuito a Pierantonio Mezzastris: “ San Francesco riceve le stimmate” (sec. XV).

 

Cappella dell’Annunciazione (sec. XVI). Chiusa da una grata, un tempo era totalmente affrescata. Resta un solo affresco di Valerio de’ Muti: “ Annunciazione” (sec. XVI).

 

Cappella del Sepolcro . E’ la cappella alla destra del portico, nel cui interno si ammira un affresco di pittore peruginesco identificato con Rocco Zoppo: “ L’Epifania” (fine sec. XV).

 

Superato l’ingresso al cimitero, sulla sinistra si apre il chiostro a pianta quadrangolare scandito da pilastri-colonne in mattoni sagomati e da una parete risolta da arconi in muratura. Anche questo chiostro fa parte del complesso originario voluto da Braccio II Baglioni. In fondo alla corsia corrispondente alla parete d’ingresso è un affresco mutilo di scuola umbra: “ Madonna con Bambino, San Rocco e San Sebastiano” (sec. XVI).

 

***

Trattando dei ricordi francescani di Spello, impossibile non accennare al monastero di Vallegloria (abitato, temporaneamente, dalla stessa Santa Chiara).

S ituato a mezza costa del monte Subasio, in direzione di Collepino, fu meta di apostolato da parte di Francesco e Chiara, i quali, stando alla tradizione, «si recarono in quel luogo, passando da Armenzano, per avvicinare le religiose, già di fede benedettina, all’osservanza della Regola francescana».

Pare che il primitivo insediamento eremitico fosse nato per iniziativa di Balvina, nipote e compagna di Chiara. Le religiose restarono nel luogo sino al 1320, anno in cui si trasferirono nel nuovo monastero più vicino a Spello. Nella chiesa, all’interno di detto monastero clariano (non visitabile in quanto sottoposto a clausura), si conservano opere di grande pregio. Tra tutte si citano quelle connesse al Santo assisiate: un affresco del sec. XVII, attribuito a Francesco Providoni, raffigurante “San Francesco e Santa Chiara”; la statua lignea policroma del sec. XIX, rappresentante “Santa Chiara”; una tela ad olio del 1627, attribuita a Cesare Sermei, raffigurante “San Francesco e le stimmate”; alcuni dipinti di Marcantonio Grecchi del sec. XVII.

Utile informare che i frati Minori Cappuccini, sulla vetta del colle, custodiscono la chiesa ed il convento di San Severino.

 


Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



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